Il mito della sirena Partenope

 sirena-partenopeLa leggenda  ed il mito della Sirena Partenope ci viene tramandato da secoli dal mondo ellenico, dai domini coloniali della Magna Grecia che si estendevano sui territori italiani, in particolar modo sulle regioni meridionali della Campania, Puglia, Calabria fino alla Sicilia, luoghi strategicamente favoriti dalla posizione geografica e perciò assoggettati alla Magna Grecia dall’ VIII secolo a.C.

Secondo i racconti di molteplici autori e posti in diverse epoche, il mito di Partenope si colloca con l’origine della città di Napoli, nata sul corpo della bellissima Sirena Partenope, viene raccontata come una dolce creatura che fu rifiutata dall’eroico Ulisse, e per amor suo ne morì, lasciandosi trasportare dalla onde sulla spiaggetta di Megaride, luogo in cui oggi sorge il Castel del’Ovo.
Le Sirene ci vengono descritte come creature infernali di aspetto femminile e suadente, con corpo di uccello (nell’antichità) o di pesce (in altre varianti) dotate di incantevole voce umana che con il loro canto melodioso, seducevano le orecchie dei viaggiatori al fine di ucciderli.
partenope-sirena-alata-fontana-napoliLa loro natura «mostruosa» era dovuta al castigo inflitto dalla Dea Cerere (Dea della fertilità) sulle ancelle a seguito di Proserpina, quando questa fu rapita da Plutone per potarla nell’Oltretomba. Le giovani fanciulle si trasformarono in Sirene terribili, condannate ad incantare gli umani senza ricevere amore. Il nome Sirena proviene molto probabilmente dal greco seirios cioè bruciante, ardente, e veniva attribuito alle divinità demoniache delle acque che operavano nelle ore più calde del giorno (divinità solari) sotto al sole cocente e collocabili (secondo il mito) nell’area del Tirreno, vicino alle coste campane napoletane, dove anticamente sorgeva il Tempio delle Sirene, anche in corrispondenza del Lago D’Averno, che nell’immaginario mitologico divene la Porta degli Inferi, luogo in cui le Sirene, con il loro canto funereo dirigevano le vittime nell’ora del trapasso.

Secondo altre fonti, il mito di Partenope si colloca in Omero che ci descrive le prime Sirene, che in epoche successive formeranno un trio: Ligeia voce dell’Oltretomba, Leucosia la bianca creatura e Partenope la bellissima dal volto virginale. Secondo la mitologia, le tre erano sorelle, figlie della Musa della Tragedia Melpomene e del Fiume Archeoo, il fiume più importante della Grecia, dotate del potere d’incanto e seduzione sugli uomini, potere che fosse terminato fino a quando, un uomo le avrebbe respinte e di conseguenza condannate a morire per la vergogna. Quell’uomo arrivò per loro sfortuna e fu l’eroe acheo Ulisse che le respinge durante il viaggio. Leucosia si lasciò morire presso capo Licosa vicino Paestum, Ligeia si spinse sulle coste del Bruzio, l’antica Terina in Calabria e Partenope fu trasportata dalle onde a Megaride, nel Golfo di Napoli.

partenope_sirena_fontana_napoliQui il corpo della bellissima creatura (Parthenope, traduzione di Vergine) fu accolto dalla popolazione locale che le dedicarono un sepolcro nella zona designata fra Megaride e Pizzofalcone nei pressi del fiume Sebeto (il fiume antico che si presume, scorra ancora nel sottosuolo) e a lei le si attribuì grandi onoreficenze che alimentarono il culto matriarcale di Partenope sin dall’antichità, e la città mutò nome da Parthenope, Palepolis,(città vecchia) Neapolis (città nuova) da parte dei coloni cumani che fondarono Napoli.
I primi templi tardo-greci dedicati a Partenope, sorgevano sull’acropoli di San Aniello Capo Napoli, di cui si tramandò il culto fino in epoca romana e rivestivano ruoli importanti nella vita religiosa cittadina; oltretutto noti e ben documentati erano i riti segreti praticati nelle cavità sotterranee di Napoli, dove si svolgevano antichi rituali esoterici dedicati alla fecondità marina, in memoria della Sirena Partenope ( il cui nome è Vergine). Riti che si accompagnano a quelli fallici e dionisiaci presenti su Pompei e custoditi gelosamente in gran segreto, dagli antichi officianti «maestri».
Tra mito, fantasia e leggenda sta di fatto che nella realtà la tomba della bellissima Sirena Partenope, non è stata mai rinvenuta e invano si cercano le sue spoglie.

la-fontana-del-sebeto-napoliCon Partenope si venera in epoca pagana la prima donna o per meglio dire la prima essenza di femminilità in Napoli, su cui venne riversata tutta l’attenzione sacra e profana del popolo partenopeo, che alimentò la sacralità femminile prima dell’avvento di quella maschile, anche in epoche successive, senza scomparire del tutto ma spesso assoggettata ad un’altra divinità femminile, fino a giungere all’epoca cristiana con i culti mariani, in quanto la «Partenope Vergine» fu assimilata alla Madonna «Maria Vergine» avente in comune un luogo cardine a Napoli: la Chiesa della Madonna di Piedigrotta, costruita sui resti di un’antica grottta dove si officiavano i rituali marini che aspiravano alla fecondità e all’abbondanza attraverso l’uso di riti fallici di natura orgiastica, dedicati al Dio Priapo.

Il mito della Sirena Partenope, rivive ancora silente nel ventre della sua città …

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